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Dentro lo zaino del Fotografo Paesaggista

L’attrezzatura del fotografo paesaggista

Spesso, soprattutto quando si è alle prime esperienze di fotografia paesaggistica, per la paura di perdere scene ed occasioni magari irripetibili, si tende a riempire lo zaino con accessori superflui che magari non verranno mai utilizzati.

Un bravo fotografo paesaggista è spesso in cerca di luoghi inesplorati, di conseguenza difficilmente raggiungibili, ed uno zaino leggero può fare la differenza. Per ogni singola uscita è necessario portare con se lo stresso necessario per realizzare delle foto soddisfacenti.

Fotografo paesaggista

1. Zaino fotografico

La scelta deve ricadere sul più comodo e imbottito.
È sempre bene osservare la forma degli spallacci che devono essere aderenti alle spalle, privilegiando quegli zaini che hanno anche una chiusura anteriore, proprio come in figura.

Questo accessorio è il miglior amico del fotografo naturalista in genere, quindi affidatevi a zaini che non siano scomodi perchè spesso si devono percorrere molti chilometri a piedi.

Oltre a questo si devono privilegiare zaini impermeabili oppure con la copertura anti pioggia. Generalmente prodotti di fascia medio-alta ne sono sempre provvisti.

Infine è sempre opportuno controllare gli scompartimenti, cioè la capienza interna e le modalità di accesso. Molti prodotti in vendita hanno un accesso nella parte esterna, ma spesso sono scomodi e insicuri perchè più facili da violare. Altri invece hanno la cerniera di accesso nella parte interna a contatto con la schiena. Quest’ultimi difficilmente sono soggetti a furto con destrezza.

2. Treppiede

Questo è lo strumento fondamentale del fotografo paesaggista.
Non si dovrebbe mai risparmiare sul treppiede perchè verrà utilizzato nella maggior parte delle fotografie.

Il cavalletto del paesaggista deve avere due caratteristiche:

  • essere leggero;
  • essere performante.

La leggerezza dipende dal materiale di costruzione che può essere carbonio per i più costosi e leggeri, oppure alluminio e altro. Oltre a questo il peso è determinato anche dall’altezza e dalle sezioni.

Le performance invece sono legate alla capacità di carico del cavalletto considerato come struttura intera, ma anche dalla testa utilizzata. Nella maggior parte dei casi si predilige l’uso di una testa a sfera quindi è necessario valutare anche la bontà di quest’ultima.

Esiste poi una fetta di paesaggisti che non predilige molto camminare o andare alla scoperta di luoghi incontaminati e poco fotografati. In questo caso visto che le sessioni fotografiche saranno indirizzate a luoghi facilmente accessibili e con poco sforzo allora è meglio acquistare un treppiede con poche sezioni, altezza e peso maggiori. In questo modo viene assicurata la massima stabilità e capacità di carico, ovviamente a discapito della mobilità.

3. Obiettivi

Un bravo paesaggista durante le proprie uscite porta con se almeno due lenti, al massimo tre.

Generalmente è consigliabile fare affidamento su:

  • lente super grandangolare anche se con messa a fuoco manuale;
  • obiettivo standard zoom che copre un’escursione focale dai circa 20mm fino ai 70mm;
  • per chi adora i dettagli un teleobiettivo. 

Un super grandangolare, preferibilmente luminoso, cioè con valori del diaframma bassi può essere sfruttato per riprese mozzafiato ed anche per sessione notturne di foto alle stelle o alla via lattea.
Le lenti maggiormente sfruttate sono il 14mm f2.8 della Samyang che ha un costo irrisorio ma un’ottima qualità, oppure nella serie Sigma, soprattutto per chi usa fotocamera aps-c, il 10-20 mm.

Gli standard zoom più in voga sono sicuramente lenti classiche come il 24-70 mm che però ha costi elevati, oppure focali che permettono estensioni maggiori come il 24-105 mm.
Con questi obiettivi si possono coprire porzioni di paesaggio più ristrette per essere più dinamici laddove servisse.

Infine il teleobiettivo per coloro che desiderano immortalare i dettagli del paesaggio. La scelta può ricadere su molte lenti ricordando che il peso dello zaino aumenterà sensibilmente.
Per i più facoltosi in commercio si trovano lenti 70-200mm f2.8, oppure, per il paesaggista, è ottima anche la versione f4 che è meno costosa.
In alternativa se si desidera spingere la fotocamera a distanze maggiori, risparmiando un po’ di soldi, è possibile acquistare un 70-300mm.

4. Intervallometro

Altro pezzo di attrezzatura fondamentale è l’intervallometro che permette di fare due cose:

  • scattare fotografie in remoto senza toccare la fotocamera;
  • impostare una serie di scatti a tempi prestabiliti.

L’uso di questo strumento agevola il fotografo perchè può evitare di scattare foto tramite l’autoscatto, oppure schiacciando il pulsante della fotocamera. in questo modo sarà più libero ed eviterà il micromosso nelle foto.
Inoltre in caso di lunghe esposizioni che superano i 30 secondi di scatto è possibile impostare il tempo e una volta dato il via partirà il conto alla rovescia. La posa si interromperà automaticamente alla fine del countdown.

Infine, impostando una serie di scatti a tempi prestabiliti è possibile fare sessioni di time lapse oppure di startrail.

5. Filtri fotografici

Il capitolo filtri è molto lungo e chiederebbe moltissimo tempo per una spiegazione esaustiva. Tuttavia, in commercio si trovano filtri ND (neutral density) che svolgono la funzione di “occhiali da sole” per la fotocamera.
In questo caso, entrando meno luce all’interno della fotocamera, sarà possibile realizzare degli ottimi effetti seta.

Esistono filtri circolari, circolari variabili, a lastra e a lastra graduati. Quando si acquistano dei filtri si deve necessariamente scegliere l’incidenza in termini di stop, e la grandezza. Purtroppo esistono varie tipologie di filtri e quindi si deve acquistare in modo oculato.

6. Kit pulizia

Il kit di pulizia è importante per avere obiettivi e sensori sempre puliti. La pulizia degli obiettivi è molto semplice e si compone di fasi che prevedono la rimozione della polvere con una pompetta ed eventualmente l’uso di una penna o di un panno microfibra per eliminare gli aloni o le macchie.

Se invece la pulizia vuol esser fatta sul sensore allora consiglio questo video:

Emanuele Brilli

Mi chiamo Emanuele, sono appassionato al mondo della fotografia e della postproduzione. In questo blog voglio condividere il mio sapere con coloro che hanno curiosità e voglia di imparare qualcosa di nuovo.

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