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Come funzionano e cosa sono gli stabilizzatori d’immagine?

Cos’è uno stabilizzatore ?

La tecnologia di stabilizzazione, image stabilization in Canon “IS” e vibration reduction “VR” in Nikon, è molto utile sopratutto se si scattano fotografie in condizioni di scarsa luce.

L’uso dello stabilizzatore permette anche l’eliminazione del mosso o micromosso che purtroppo si può avere in fotografie scattate a tempi più lunghi della norma. Infatti per evitare questo problema si dovrebbe utilizzare un tempo di scatto pari, almeno, al reciproco della lunghezza focale. In altre parole se l’obiettivo utilizzato è un 50mm il tempo di scatto dovrà essere più rapido di 1/50s.

Proprio sotto questo punto di vista lo stabilizzatore d’immagine può aiutare il fotografo. Gli stabilizzatori più moderni consentono di ottenere compensazioni nel range di uno o due stop. Facendo riferimento all’esempio di prima, ciò significa che il tempo di scatto potrà essere anche più lento di 1/50s.

Come funziona ?

Supponiamo che nello fase di scatto la nostra mano porti la reflex a spostarsi in una determinata direzione. All’interno dell’obiettivo stabilizzato vi sono dei sensori che percepiscono queste vibrazioni e/o spostamenti e inviando queste informazioni a un microprocessore vengono analizzate. A seguito di questi calcoli vengono attivati dei micromotori che compensano queste vibrazioni eliminando il micromosso.

Stabilizzatore d'immagine fotografia digitale

Gli stabilizzatori Nikon e non solo

Nel sistema VR di Nikon la stabilizzazione avviene con uno spostamento di una lente all’interno del corpo dell’obiettivo. Le vibrazioni che può provocare un fotografo con la sua impugnatura si riflettono sull’asse delle ascisse e delle ordinate (in orizzontale o in verticale), e due sensori di velocità angolare misurano ogni millesimo di secondo il movimento.
Le informazioni trasferite ad un microprocessore permettono di calcolare le compensazioni necessarie a bilanciare gli spostamenti. Infine, il processore comunicherà la direzione e l’intensità ai due motori voice coil per muovere la lente flottante orizzontalmente o verticalmente per risolvere dunque il problema della stabilità.

Attenzione però perchè gli obiettivi stabilizzati consumano più batteria rispetto a quelli normali (cioè senza stabilizzatore).

Una ricerca Nikon ha inoltre evidenziato che un fotografo che utilizza un obiettivo 200mm non stabilizzato nel 70% dei casi raggiunge un risultato accettabile scattando a 1/125 di secondo; con obiettivo stabilizzato in media si ottiene un risultato uguale se si scatta ad 1/15 di secondo. Ovviamente il tutto dipende dall’abilità del fotografo di impugnare la fotocamera nel modo corretto.

Se si sceglie inoltre di utilizzare un obiettivo non stabilizzato con l’aumentare della focale è più probabile che aumentino le possibilità di creare micromosso o foto poco nitide. Ecco perchè conviene sempre ricordarsi della regola del reciproco della focale per scegliere i tempi di scatto.

Quanto scritto sopra ovviamente espone il principio di funzionamento di uno stabilizzatore pertanto i medesimi concetti possono essere estesi anche ad altri sistemi di stabilizzazione come ad esempio Canon.

Stabilizzatore d'immagine lenti Canon IS
Stabilizzatore d’immagine lenti Canon IS

Emanuele Brilli

Mi chiamo Emanuele, sono appassionato al mondo della fotografia e della postproduzione. In questo blog voglio condividere il mio sapere con coloro che hanno curiosità e voglia di imparare qualcosa di nuovo.

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