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Sovraesporre o sottoesporre? Di che scuola sei?

Sovraesporre o sottoesporre? Diamo il via alla guerra. Ognuno pensa ciò che ritiene più giusto. Ognuno sostiene la propria tesi. Ormai troppi sono fermamente convinti che convenga sovraesporre, ed altri allo stesso modo che invece la soluzione ideale sia sottoesporre.

Ma esiste una soluzione a questo dilemma? Ancora non si sa, quel che è certo è che i fotografi amatoriali e no continuano a scannarsi senza motivo.

Sovraesporre e perchè?

Come dico sempre agli alunni nei miei corsi di Photoshop la prima cosa da fare è leggere la scena, il contesto di quello che vogliamo immortalare. Tralasciamo un attimo la tecnica per una volta. Essere troppo tecnici spesso ci porta a sbattere contro un muro. Conosco persone che sono peggio dei cavalli col paraocchi e purtroppo questo li limita molto!

Un po’ di riflessione

Le tipologie di fotografia non sono tutte uguali, quindi dobbiamo fare una notevole distinzione tra i vari casi. Ma ancora dovremo fare una riflessione per il post fotografia, ovverosia la post produzione. 

Alcuni stili di fotografia richiedono proprio di sovraesporre (high key), altri il contrario (low key). Ma in genere la convenienza dove sta?

Come è in realtà… e la mia idea.

La realtà ci dice che nella stragrande maggioranza delle foto dovremmo sovraesporre leggermente, addirittura senza andare a bruciare neanche un canale della fotografia. Roba da folli, solo i pazzi si legano a questa stupida regola, infatti quello che si deve evitare è di bruciare (o chiudere nel caso contrario) tutti e tre i canali. Nel caso in cui solo un canale fosse bruciato o chiuso non sussiste un errore tecnico grave, altrimenti un giallo puro fedelmente riprodotto, che di regola avrebbe zero informazioni nel canale del blu, sarebbe un errore del fotografo!? Ricordiamoci sempre di leggere il contesto. Se nell’immortalare un tramonto brucio, e quindi perdo informazioni nel canale del rosso, nella zona dello stesso, non è un errore ci può stare, a patto che ciò sia contenuto e non troppo esteso.

Sovraesporre una foto ci consente soprattutto in post produzione di recuperare meglio i dettagli. Questo non vuol dire che lavorando su neri ed ombre non si possano recuperare i dettagli, anzi è parimente efficace tale mossa. Purtroppo non è efficiente, infatti si noterà una fuoriuscita di grana. Un esempio ci può chiarire meglio le idee.

Lavorando invece su foto leggermente sovraesposte porta a risultati completamente diversi. Innanzitutto non si nota grana sui palazzi che sono stai leggermente sovraesposti in fase di scatto, mentre il cielo è recuperato perfettamente senza disturbo o artefatti.

Ovviamente in entrambi i casi mi sono limitato a modifiche veramente di base muovendo semplicemente le slider di ombre e luci.

Ci sono tuttavia dei casi in cui sottoesporre aiuta di più. Molti ritrattisti usano questa tecnica per i propri lavori. Iniziano da una base di partenza che è leggermente sottoesposta di 1/3 – 2/3 di stop per poi lavorare in postproduzione in recupero. Anche io sono di quella scuola, e vi spiego il perchè.

Sottoesporre ci consente di avere anche dei colori più pieni, più corposi, ed indirettamente è come se andassimo a saturare maggiormente gli stessi. Fare ciò ci consente di mantenere una tonalità migliore della pelle su cui lavorare successivamente.
Inoltre, il recupero delle ombre sarà veramente bassissimo da non causare nessun danno alla fotografia, ma nel caso dovesse spuntare fuori un pochetto di grana tanto meglio! Abbiamo creato una leggera texture sulla pelle la quale ci aiuta, a meno che non vogliate fare ritratti stile bambole di porcellana.
Inoltre da ultimo, ma non meno importante, iniziare da una base leggermente sottoesposta ci aiuta a lavorare meglio in post produzione quando arriverà il momento del dodge and burn.

Emanuele Brilli

Emanuele Brilli
Mi chiamo Emanuele, sono appassionato al mondo della fotografia e della postproduzione. In questo blog voglio condividere il mio sapere con coloro che hanno curiosità e voglia di imparare qualcosa di nuovo.

3 commenti

  1. Ma perche Sovraesporre o Sottoesporre? Lo sai benissimo che l’azione Bigger Hammer serve per distribuire la luce in modo omogenea, quindi devi scattare in modo che non si brucia niente nel imagine, oppure l’imagine sia piatta. Il colore nelle ombre non serve e non si vede 🙂 altrimenti avremo “cose” fosforescenti.

    • Emanuele Brilli

      Ciao, ti suggerisco la lettura della teoria dell’ ETTR: https://it.wikipedia.org/wiki/ETTR

      È vero che esiste la tecnica che hai citato (se non sbaglio inventata da Margulis), ma non credo proprio che il risultato sia identico ad una postproduzione (più semplice e veloce) direttamente sul RAW.

      Colori corposi e pieni non è affatto identico a dire fosforescenti, qua entrerebbero in gioco elementi come la luminanza ed altro, quindi non capisco il paragone. Prova a prendere un raw ed alzare/abbassare la slider dei neri, capirai cosa intendo.

      Scusa ma dissento un po’ dalla tua osservazione, ma d’altronde ognuno ha il suo modo di scattare e di fare fotografia. Grazie per la visita sul sito 🙂

      • “Tutte le strade portano a Roma”, ma “Tutti i scatti portano a Photoshop” che vuol dire che passi a 8bit. Comunque quando uno NON ha la possibilità di scattare in RAW (costoso per me) è certo che “sfrutta” il JPEG in modo migliore possibile. Alla fine non è la macchina fotografica che ti fa fotografo, ma il cervello o le capacità del fotografo. Uno delle regole in fotografia è di rompere le regole 🙂
        Quello che tu hai scritto mi ricorda la semplice moltiplicazione usata anche questo da Margulis(dicono). Un altra cosa è che non sempre ti trovi in condizioni ottimali di luce, quindi la risposta è DIPENDE. Ma devi anche provare per rispondere. Non mi dire che devo anche fare tre(4,5,6) scatti “diversi” per ottenere un buon risultato.

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