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Il rumore fotografico e le sue tipologie

Rumore ? Cos’è ?

Ovviamente non parliamo di rumore sonoro bensì di rumore in fotografia. Il rumore (chiamato anche disturbo, rumore digitale o rumore di fondo) in sostanza è il formarsi di una grana sulle nostre fotografie, a volte che presenta anche dei pixel di colore rosso. Ciò è dovuto all’adattamento che dobbiamo sostenere con le impostazioni della reflex per poter scattare fotografie in condizioni di luce scarsa.
Spesso e volentieri si cerca di ridurre o addirittura eliminare questo rumore digitale soprattutto nei casi di scatti fatti con DSLR (reflex digitali), e quindi di condivisione delle fotografie su supporti digitali come computer (sui social network), cornici digitali ecc.
Il concetto cambia se invece dovessimo stampare le fotografie, infatti, in tal caso il rumore digitale non sarebbe un male incurabile, anzi sarebbe di aiuto per aumentare la nitidezza della stampa.

rumore digitale fotografia

Quanti tipi di rumore si conoscono?

I tipi di rumore sono due: il rumore dovuto all’ innalzamento dell’ ISO (il parametro più incidente sul rumore), e il rumore dovuto alle lunghe esposizioni.
Nella fotografia digitale è possibile ottenere fotografie pulite (dal punto di vista del rumore) se si usano sensibilità ISO basse (50, solo nelle reflex più professionali, 100 o 200) e in condizioni di luce abbondante.
Ne deriva quindi che se escludiamo la luce come fattore determinante del rumore digitale rimane la sensibilità ISO, parametro strettamente collegato al sensore della nostra reflex, quindi investiamo bene nei corpi macchina che montano dei buoni sensori (internet ci aiuta con recensioni e dimostrazioni, consultarlo è fondamentale!).
Il rumore digitale dipende invece dalla luce in quanto generalmente si viene a formare in questo modo: la luce si sposta con fotoni ( non uccidetemi, non sono un fisico ma credo che il concetto sia giusto ), quindi in condizioni di scarsa luce meno fotoni andranno a collidere col nostro sensore e quindi meno dati verranno trascritti sullo stesso e avremo foto sottoesposte (ricordando che fotografia vuol dire disegnare con la luce; i colori che vediamo sono visibili grazie alla riflessione della luce da parte degli oggetti, infatti, se spegniamo tutte le luci non sarà più possibile vedere dei colori).
Per aumentare dunque queste zone di ombra sul sensore che ricevono meno fotoni di luce dobbiamo aumentare la sensibilità ISO, oppure i tempi d’esposizione.
Attenzione però, se invece di aumentare gli ISO aumentassimo i tempi d’esposizione?
Ecco la seconda soluzione. Non tutti sanno però che questo stratagemma porta al cosiddetto rumore nero dovuto a un surriscaldamento del sensore fotografico, tant’è che nella fotografia spaziale si tende a raffreddare il sensore della macchina fotografica che purtroppo nelle normali reflex non è possibile fare. Tuttavia questo tipo di rumore è tipico della fotografia su cavalletto.

La soluzione al rumore?

Iso bassi, tempi di scatto non troppo lunghi e Photoshop

Emanuele Brilli

Mi chiamo Emanuele, sono appassionato al mondo della fotografia e della postproduzione. In questo blog voglio condividere il mio sapere con coloro che hanno curiosità e voglia di imparare qualcosa di nuovo.

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