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Il rumore fotografico e le sue tipologie

Rumore ? Cos’è ?

Ovviamente non parliamo di rumore sonoro bensì di rumore in fotografia. Il rumore digitale, detto anche disturbo, è rappresentato dalla formazione di una “grana” sulle nostre fotografie. Questa talvolta presenta anche dei pixel colorati, infatti, in questo caso si parla di rumore digitale cromatico.

Nella maggior parte dei casi il disturbo digitale è dovuto all’adattamento che dobbiamo sostenere con le impostazioni della reflex per poter scattare fotografie in condizioni di luce scarsa.

Spesso si cerca di ridurre o eliminare questo fenomeno soprattutto nei casi di scatti fatti con fotocamere reflex o mirrorless agendo direttamente nello sviluppo del file Raw oppure in postproduzione con Photoshop.

Il concetto cambia se invece dovessimo stampare le fotografie, infatti, in tal caso il rumore digitale non sarebbe da eliminare, anzi può essere d’aiuto per aumentare la nitidezza e la profondità della stampa. 

Quanti tipi di rumore si conoscono?

I tipi di rumore sono due e derivano da variabili completamente diverse:

  • il rumore dovuto all’innalzamento dell’ ISO, il parametro di scatto più incisivo per la formazione di questa problematica;
  • il rumore dovuto alle lunghe esposizioni.

Nella fotografia digitale è possibile ottenere scatti con assenza di rumore se si usano sensibilità ISO basse e in condizioni di luce abbondante.
Ne deriva che una scelta oculata del corpo macchina in fase di acquisto ci permetterà di avere uno strumento più o meno performante. La tenuta ad alti ISO, infatti, è una peculiarità del sensore della fotocamera e i nuovi modelli in commercio dimostrano sempre più performance di alto livello.

In realtà dovremmo fare molta attenzione al tipo di rumore digitale in quanto i software di postproduzione oggi ci permettono di fare miracoli nella rimozione. Quanto detto vale sicuramente per il disturbo digitale relativo alla luminosità (cioè dovuto all’assenza di luce), mentre appare più complesso eliminare il disturbo digitale con cromie.

Dunque in assenza di luce sulla scena, al fine di non stimolare troppo il sensore della fotocamera, una prima opzione da perseguire, se possibile, è quella di aumentare i tempi di scatto. In questo modo, nella stragrande maggioranza dei casi, si evitano hot pixel e cromie da correggere.

Attenzione però, aumentare i tempi di esposizione del sensore alla luce espone lo stesso anche al surriscaldamento, pertanto, sfruttare questo stratagemma troppo a lungo nella stessa sessione fotografica può essere deleterio.

Ad esempio nella fotografia deep sky spesso si trovano fotografi che fanno ricorso a reflex modificate. In queste fotocamere viene montato un apposito sistema di raffreddamento del sensore!

La soluzione al rumore digitale?

Iso bassi, tempi di scatto non troppo lunghi e Photoshop per eliminare il disturbo troppo accentuato.

Emanuele Brilli

Mi chiamo Emanuele, sono appassionato al mondo della fotografia e della postproduzione. In questo blog voglio condividere il mio sapere con coloro che hanno curiosità e voglia di imparare qualcosa di nuovo.

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