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La diffrazione e la fotografia di paesaggio

Spesso capita di scattare una fotografia con la volontà di ottenere un’alta nitidezza con tutti gli elementi a fuoco, e questo soprattutto se siamo dei paesaggisti!
Purtroppo 
esiste un nemico alquanto rognoso che rema contro il nostro obiettivo. È proprio la diffrazione.

Cos’è la diffrazione?

diffrazioneQuando si parla di diffrazione stiamo entrando nello spinoso campo della fisica, infatti, stiamo parlando di un fenomeno fisico che influenza la corretta propagazione delle onde quando incontrano un ostacolo. Il tipico esempio (che poi ci interessa direttamente) è quello di una non corretta propagazione a causa dell’incidenza con una piccola apertura… Conoscete già qualcosa di simile?

Eh certo. Valori di f molto alti corrispondono a piccole fessure da attraversare per la luce.

Nel momento in cui un’onda attraversa il diaframma con apertura molto piccola, la stessa devia il suo percorso tanto più quanto lunghezza d’onda si avvicina alla dimensione del foro stesso. Il risultato è che a luce a valle del diaframma non si propagherà linearmente come prima dello stesso, e questo risulterà in una perdita di nitidezza dell’immagine.

Diffrazione

Non facciamo errori di concetto…

È verissimo che nella fotografia di paesaggio l’obiettivo è quello di massimizzare la profondità di campo e cercare di avere tutto completamente a fuoco. Per fare questo siamo portati a chiudere completamente il diaframma convinti che facendo ciò otterremo quanto desiderato.
Ok verissimo, avete studiato il manuale del bravo fotografo, ma in realtà c’è una variabile esterna che influenza questo principio: la diffrazione.

Di fatto dunque otterremmo l’effetto contrario a quanto desiderato perchè la perdita di nitidezza andrebbe a compensare la ricerca della stessa, e degli elementi messi correttamente a fuoco, ad alti valori di diaframma.

Che apertura di diaframma devo usare?

diffrazione

Il giusto compromesso tra diaframma e profondità di campo per non risentire di questo spiacevole effetto c’è, dobbiamo solo fare una serie di scatti e vedere a quale apertura ci troviamo meglio. 

Io ad esempio preferisco scattare ad f/8 se devo fare un lavoro in multiesposizione, altrimenti per un singolo scatto il valore di f/11-f/13 è più che ottimale.

I valori di f sopra elencati sono veramente un buon compromesso perchè se usati assieme alla tecnica dell’iperfocale la qualità è garantita! Pensiamo anche alle lenti grandangolari; La profondità di campo è veramente elevata!

 

Questo non vuol dire che valori più alti di diaframma non vanno usati, però cerchiamo di leggere i contesti e capire quello che vogliamo fare. Le regole esistono, ma talvolta possono essere infrante.

Emanuele Brilli

Mi chiamo Emanuele, sono appassionato al mondo della fotografia e della postproduzione. In questo blog voglio condividere il mio sapere con coloro che hanno curiosità e voglia di imparare qualcosa di nuovo.

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Un commento

  1. Ciao Emanuele volevo farti i miei complimenti,sono un appassionato da sempre di fotografia,grazie a tuoi video che ne ho visti veramente tanti ho migliorato la fotografia è ho imparato abbastanza a usare Photoshop che è un software veramente superlativo ,penso che in futuro acquisterò il tuo corso .
    Ti sto seguendo da tantio,hai una conoscenza della materia veramente profonda,quindi di nuovo Bravissimo è ancora tantissimi complimenti.
    Un salutone
    Franco

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