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Mordi e fuggi sulle Dolomiti, un viaggio da rifare

Dolomiti: Sorapis – Lavaredo – Misurina – Auronzo – Braies

Ecco il breve video del viaggio sulle Dolomiti per portare a casa qualche foto di paesaggio.

Appena arrivati

Ore 7.00. Partiti. La brevissima escursione fotografica sulle Dolomiti ha inizio con partenza da Prato e con arrivo al lago Sorapis.

 

Il lago Sorapis è molto particolare, credo uno dei pochi, se non l’unico in tutta Italia, ad avere una colorazione molto particolare. Il sentiero che si deve percorrere per arrivare a destinazione è veramente facile, per la maggior parte del tempo infatti si dovranno percorrere tratti pianeggianti alternati a lievi salite. Oltre al lago che sarà l’attrazione principale della giornata, siamo rimasti colpiti anche dalla camminata che si immerge nella natura più completa, con panorami mozzafiato, attraversate di piccoli ruscelli e strapiombi da percorrere sorreggendosi ad un cavo d’acciaio posato lì come passa mano. Il dislivello della camminata è di circa 200 metri, e la lunghezza del sentiero 6 km. A passo lento con 2,30 ore si potrà percorrere l’andata, ed altrettanto serve per il ritorno.

Si può assolutamente confermare che questa è una delle escursioni più appaganti delle Dolomiti.

La partenza per la camminata è fissata a Passo Tre Croci, a circa 1800 metri di altezza. Esso si trova sulla strada che poi ci porterà a Cortina d’Ampezzo, Auronzo e Misurina-Lavaredo. Fortunatamente il parcheggio per l’auto non manca, infatti, se libero si può parcheggiare appena sotto il cartello che indica Passo Tre Croci, altrimenti percorrendo la strada si trovano piccole piazzole su cui possiamo sostare o parcheggiare l’auto. 

 

Ecco come arrivare a Passo Tre Croci.

Dopo aver parcheggiato l’auto zaino in spalla, e si parte!
Il sentiero CAI da seguire è il numero 215. Perdersi è praticamente impossibile, però è sempre bene aver presente il sentiero da fare. Ecco l’inizio del percorso. Basterà attraversare la sbarra che si affaccia sulla strada e proseguire a piedi sullo sterrato; inoltre è facile notare il cartello che indica il sentiero CAI.

Se la curiosità vi assale e siete curiosi di vedere come si articola l’escursione Google mette a disposizione uno street view Dolomiti per alcune camminate, e questa è una di quelle: GUARDA QUI IL PERCORSO.

Una volta arrivati al lago, per chi ne sente la necessità, il rifugio Vandelli offre ristoro e servizi igienici. Soprattutto nel periodo estivo la zona è molto frequentata, pertanto far foto è complicato. Con l’avvicinarsi del tramonto molte persone abbandonano il lago, ecco che allora questa potrebbe essere l’occasione giusta per fare le foto migliori (anche in termini di luce). Attenzione però ! Servono circa due ore di camminata per tornare indietro.

Nel periodo estivo il lago accoglie meno acqua del normale, pertanto è anche più facile percorrerne le argini e trovare più spot per far foto.

Spot e consigli fotografici

Far fotografie al lago Sorapis è molto complesso. La scena che ci troviamo di fronte è enorme, e solo con grandangoli spinti è possibile immortalare tutto in uno scatto. Attorno al lago ci sono delle zone rialzate per far foto, ma non vi sono elementi da inserire in primo piano, o peggio ancora, la vegetazione copre completamente la vista.

L’ estate probabilmente non è il migliore dei momenti per fotografare il lago. Il periodo invernale/autunnale, al netto del maltempo, conferisce sicuramente un’atmosfera diversa a tutte le Dolomiti. Gli orari di alba e tramonto consentono di apprezzare giochi di luce migliori.

I monti che circondano lo specchio d’acqua sono spettacolari e molto particolari. Riuscire ad includerli del tutto nella foto è sicuramente nota di merito e migliora la foto. La grandezza di quest’ultimi confrontati allo specchio d’acqua danno anche un senso maggiore di profondità.
Attenzione ai riflessi che possono manifestarsi nel lago, infatti questi potranno essere più o meno accentuati in base alle condizioni di luce. Riuscire ad immortalarli aumenta l’interesse dell’osservatore nella nostra fotografia.

Oltre a questo grandi spunti compositivi purtroppo non vi sono. Riuscire a creare delle linee con massi, vegetazione o altro potrebbe essere un’idea da sfruttare, così come inserire un elemento di rottura nella scena che possa contrastare la monotonia di una semplice foto di paesaggio.

Il lago Auronzo (S. Caterina)

Secondo giorno del viaggio. Il programma in prima battuta prevedeva un’ escursione alle Tre Cime di Lavaredo. Durante il viaggio passiamo di fronte al Lago Auronzo e la luce morbida unita a dei riflessi molto accentuati ci hanno attirato.

 

Fermarsi nei pressi del lago non è assolutamente un problema, infatti si trovano molti spazi per parcheggiare. In paese è presente anche uno spazio adibito appositamente a parcheggio auto.

Come ho spiegato nel video, la scelta del millimetraggio è fondamentale. Schiacciando troppo la scena si persono i riflessi e porzioni di montagne, per cui si è costretti ad alzare l’inquadratura lasciando poco spazio nel terzo inferiore.
Dunque un’inquadratura più ampia permette una composizione migliore con l’unico difetto di non cogliere i dettagli del paesello sito dall’altra parte del lago.

Essendo stata una tappa improvvisata scattate un po’ di foto siamo ripartiti alla volta delle Tre Cime di Lavaredo.

Le Tre Cime di Lavaredo

Il viaggio verso questa zona delle Dolomiti prevede obbligatoriamente (salvo una pazza camminata di svariate ore tutte in salita) il passaggio da un casello. Il costo per visitare questo posto eccezionale varia a seconda del tempo e del mezzo usato:

Autovetture > € 25,00 | Autovetture Pomeridiano > € 16,00 (dalle 15:00 alle 8:00);
Motocicli > € 15,00 | Motocicli pomeridiano > € 10.00 (dalle 15:00 alle 8:00);
Pullman (max 30 posti) > € 50,00 | Pullman (oltre 30 posti) > € 105,00;
Caravan e Autocaravan e Camper > € 40,00 (Altezza superiore m 2,10)
Supplemento per ogni giorno aggiuntivo:
Motocicli > € 3,00 | Autovetture > € 7,00 | Camper > € 15,00

Una volta arrivati in alto ci troveremo di fronte ad ampi parcheggi ed un primo rifugio: Rifugio Auronzo

Proseguendo la camminata seguendo il sentiero ci troveremo in ordine la Cappella degli alpini ed un secondo rifugio chiamato Lavaredo. Tra un rifugio e l’altro la distanza è approssimabile a circa un’ ora e mezzo di camminata. Il primo tratto di sentiero è ampiamente agevole e praticabile da tutti, infatti esso è completamente in piano e ruota attorno alle Tre Cime. Il sentiero compie un anello attorno all’attrazione principale (come è possibile vedere da Maps). Proseguendo dopo circa una oretta arriviamo al Rifugio Locatelli, il tutto seguendo il percorso CAI 101.

 

Una volta giunti al Rifugio Locatelli gli spunti fotografici sono moltissimi. Nella speranza di ingaggiare un bel cielo ed una condizione climatica accettabile, le cime si possono fotografare da tre diverse posizione:

  • Sotto le Cime (una foto in verticale sarebbe l’ideale)
  • Una foto allo stesso livello del Rifugio Locatelli
  • Una visione rialzata che comprende tutta la piana e la catena montuosa sullo sfondo.

Questa è la zona che fotograficamente va per la maggiore, e questo perchè dal rifugio Locatelli la visione delle Tre Cime è perfetta !

Cosa e quando fotografare…

La scelta di questo posto per far foto è la migliore, anche se è giusto ricordare che le ore migliori sono al tramonto. Tuttavia per far questo tipo di foto in un certo qual senso si è vincolati a rimanere per la notte nel rifugio.

Considerata la forte bomba d’acqua che ci ha colpito durante l’arrivo, mentre facevamo foto, ed anche al ritorno, con solo qualche minuto di pausa, non ho potuto studiare bene la zona e far foto migliori. Motivo in più per farvi ritorno !

Lago Antorno

Andando via dalle Tre Cime una foto al Lago Antorno è quel che ci voleva. Questo lago è molto carino e per certi tratti assomiglia al Lago di Carezza.

Che dire… Gli spunti fotografici sono davvero tanti, dai riflessi agli oggetti in primo piano, le mie due foto sono queste.

Anche qui due scatti e via di corsa, il tramonto su Misurina chiama !!!

Misurina… che delusione !

Nessuno scatto degno di nota. Cielo bruttissimo, grigiore completo, è stata una delusione.

Purtroppo non aver potuto sfruttare questo mini viaggio per fotografare uno dei laghi più belli mi ha rattristato. Tuttavia vedendo un po’ il posto il consiglio migliore che posso darvi è di recarvi nelle ore più prossime al tramonto. I parcheggi sono a pagamento, se siete con la famiglia potete benissimo lasciare la macchina e fare una passeggiatina per poi appostarvi quando il sole cala.

Se il vostro scopo è solo quello di far le foto vi consiglio di godervi tutta la giornata in altri posti facendo escursioni per poi arrivare all’ora del tramonto. Facendo così potrete anche evitare di pagare il parcheggio (seppur il costo è di pochissimi euro).

Lo spot più inflazionato è sicuramente quello che si affaccia sul lago tenendo sullo sfondo l’ Hotel Miralago. 
in caso di leggera brezzettina, e quindi acqua mossa, una lunga esposizione è quello che ci vuole, il tutto tenendo comunque un’ inquadratura piuttosto wide.

Si ottengono comunque buoni risultati anche con scatti più chiusi fatti con teleobiettivi per eliminare i particolari che non ci interessano. Il rischio di questa location, se non si trova la luce o le condizioni climatiche ideali, è di portare a casa uno scatto cartolina.

Ultimo giorno. Lago di Braies.

La pioggia non ci abbandona, ma noi non demordiamo. Direzione lago di Braies, la località più a nord di quelle visitate fino ad ora.

Una volta arrivati al parcheggio lasciamo l’auto al costo di 5€ per una sosta giornaliera, e con la mantella antipioggia addosso si inizia la breve camminata attorno al Lago.
È innegabile come la prospettiva migliore sia proprio quella all’entrata, e stupisce come la mattina (anche alle 8.00) il posto sia quasi deserto.

Passati pochi minuti il lago si è riempito sempre più di turisti, e ciò non è affatto buono come sappiamo.

Alle 9.00 circa il capanno che affitta barche a remi apre, ed è lì che ci si deve fiondare per primi. Almeno due o tre spunti fotografici per delle foto eccezionali li possiamo individuare, ed in più se la fortuna ci assiste troveremo anche le barche a remi posizionate nel migliore di modi; e allora l’invito a scattare sarà palpabile.

Anche sul lago la pioggia ha continuato a scendere fin quando per una mezz’oretta il cielo si è aperto leggermente consentendoci di portare a casa qualche scatto.

In un piccolo momento di distanza dalla fotografia il mio suggerimento è quello di fare l’escursione attorno al lago. Anche qui il sentiero è per tutti, tant’è che il lago è popolato di famiglie con bambini. Le diverse prospettive del posto possono farci scattare la creatività.

Come posso scattare ?

La parola d’ordine per le Dolomiti è: riflessi. Anche qua con una bella luce morbida ma sufficientemente tagliente i riflessi sul lago sono molto apprezzabili, tuttavia cerchiamo sempre di sfruttare più elementi da immortalare ricordando sempre la regola dei terzi senza scordarsi del formato verticale…. e delle foto panoramiche !

Lago di braies. Dolomiti

Responso finale sulle Dolomiti…

So già dove andrò in vacanza il prossimo anno. Al di là della fotografia, credo che le Dolomiti (di cui ho visto solo un decimo) siano proprio il posto che fa per me. Lontano dal caldo afoso dell’estate, immerso nella natura posso dedicarmi alle escursioni, alle foto e al completo relax.

 

 

Emanuele Brilli

Mi chiamo Emanuele, sono appassionato al mondo della fotografia e della postproduzione. In questo blog voglio condividere il mio sapere con coloro che hanno curiosità e voglia di imparare qualcosa di nuovo.

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