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Il diaframma ed il triangolo dell’esposizione

Cos’è il diaframma ?

Il diaframma è un’apertura solitamente circolare o poligonale formata da più lamelle incorporata nel barilotto dell’obiettivo.
Quest’ elemento ha il compito di controllare la quantità di luce che raggiunge il nostro sensore, quindi se chiudiamo il diaframma passerà meno luce; viceversa se lo apriamo ne entrerà di più.

Il funzionamento è molto simile a quello della pupilla dell’occhio umano.
Vi è mai capitato di andare a fare una visita dall’oculista e di vedervi somministrare del collirio che dilata la pupille?
Gli effetti derivanti da ciò sono due:

  • vista sfocata;
  • maggior incidenza della luce.

Una volta che queste si sono allargate avrete notato come tutto appare più sfocato rispetto a prima. Questo è dovuto al concetto di profondità di campo.

Allo stesso modo se, appena svegli, usciamo dalla camera da letto e ci dirigiamo all’aperto, la differenza di luce sarà incisiva e fastidiosa. Ciò perché avendo una pupilla dilatata andremo ad immagazzinare più luce.

Diaframma macchina fotografica

L’unità di misura utilizzata per identificare l’apertura del diaframma è una “f”, individuabile inoltre sul corpo dell’obiettivo. Ad esempio possiamo avere aperture pari a f/1.8, f/5.6 oppure f/11 ecc.
Valori più bassi corrispondono ad aperture maggiori del diaframma. Contrariamente valori più alti sono associati ad un diaframma maggiormente chiuso.

Se ci troviamo a leggere sigle su obiettivi che hanno più focali, come ad esempio il classico 18-55 che si trova in ogni kit base avremo sigle come: f/3.5-5.6 che indica l’apertura massima di f/3.5 a 18mm e quella di f/5.6 a 55mm.
Nelle lenti a focale fissa le sigle che noteremo sul barilotto sono uniche, ovverosia, f/1.8 oppure f/1.4 ecc. Ciò indica l’apertura maggiore per quella focale.

In conclusione, il diaframma può essere paragonato ad un rubinetto d’acqua. Più questo sarà aperto (valori bassi di f), maggiore sarà la quantità di acqua che uscirà; contrariamente ne avremo molta meno.
Se paragoniamo l’acqua alla luce che andrà a contatto col sensore della fotocamera avremo:

  • valori di f bassi, molta luce sul sensore;
  • valori di f alti, poca luce sul sensore.

Apertura e profondità di campo

Appurato che aperture maggiori del diaframma (quindi f bassi) permettono di far entrare più luce nella nostra reflex, in particolare al sensore, dobbiamo anche dire, come nell’esempio della pupilla, che f molto bassi permettono di ottenere sfocati spettacolari nelle nostre fotografie, o nel gergo fotografico un fantastico Bokeh.

Questa tecnica è spesso utilizzata nei ritratti o comunque in tutte quelle foto dove si vuol mettere in evidenza un determinato soggetto a discapito dell’ambiente circostante che verrà sfocato.

Nelle fotografie di paesaggi, di architettura o altro, la profondità di campo è fondamentale, quindi per avere a fuoco tutti i dettagli, e ben nitidi, è necessario usare f alti. Valori di f/11-13, o anche maggiori, sono considerati ottimali per ottenere delle buone profondità di campo.

Emanuele Brilli

Mi chiamo Emanuele, sono appassionato al mondo della fotografia e della postproduzione. In questo blog voglio condividere il mio sapere con coloro che hanno curiosità e voglia di imparare qualcosa di nuovo.

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