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Chiarezza, vividezza e saturazione. Come usarli in Camera Raw

Questo terzo episodio dedicato a Camera Raw riguarderà nel dettaglio i seguenti slider: chiarezza, vividezza, saturazione.

Il termine “abuso” viene utilizzato in chiave senz’altro ironica, ma tuttavia porta con sé un fondo di verità: se infatti gli slider presi in esame negli articoli precedenti (temperatura colore, tinta, esposizione, contrasto, luci, ombre, bianchi e neri) risultavano nella loro funzione potremmo dire “monotoni”, quelli che invece andiamo ad analizzare nel presente articolo appaiono “entusiasmanti” proprio nel loro utilizzo eccessivo, specialmente per coloro i quali sono ancora agli inizi e molto spesso tendono a voler dare alle proprie foto quel “tocco in più” nella speranza di ricevere Like, attenzione social, o anche semplicemente di rendere gli scatti più accattivanti.

Quando un file raw (dall’omonimo termine inglese, il cui significato è “crudo/grezzo”) viene aperto per la prima volta in Camera Raw ci risulta piuttosto povero per quanto concerne il colore, il contrasto, le tonalità eccetera, perché manca di uno sviluppo; per questo motivo, nell’ approcciare gli slider chiarezza, vividezza e saturazione, chi è alle prime armi sovente si fa prendere la mano ed utilizza questi tre cursori in maniera smodata.

Chiarezza, vivedezza e saturazione

  • Chiarezza volendo fornire una spiegazione semplicistica di questo slider – evitando quindi di addentrarci in concetti complessi e poco fruibili – possiamo dire che lo slider chiarezza interviene aumentando il contrasto tra i mezzi toni, incrementando così il dettaglio a livello visivo: spostando lo slider verso dx vi accorgerete di come la percezione visiva del dettaglio aumenti, donando alla foto una certa “tridimensionalità” (il consiglio, comunque, è quello di non eccedere -eccezion fatta di alcuni casi- e limitarsi a valori non superiori al + 30, pena la creazione di “aloni” decisamente poco gradevoli); se lo slider invece viene spostato a sx si accede alla funzione contraria, ovvero la perdita del dettaglio, utile in determinati contesti all’interno dei quali si ha “troppo dettaglio”, oppure in alcune foto di ritratto per cui si desidera rendere la pelle del viso un po’ più effimera
  • Vividezza si tratta di uno slider veramente interessante nella sua funzione, poiché agisce sulla saturazione in maniera intelligente: spostandolo verso dx si ha un aumento della saturazione esclusivamente sui colori poco saturi, facendo sì che restino invece inalterati quelli già saturi (inoltre, dettaglio di non trascurabile importanza, se nella foto sono presenti delle persone, lo slider vividezza protegge i toni dell’incarnato, evitando la saturazione); spostandolo invece a sx si ottiene una desaturazione parziale – il consiglio è quello di essere parsimoniosi nell’utilizzo dei questo slider, che personalmente non uso mai sopra il valore positivo di 10 (slider verso dx)
  • Saturazione questo slider invece agisce in maniera globale sulla saturazione dell’immagine, senza distinzione alcuna: spostandolo verso dx la saturazione viene aumentata; all’opposto, spostandolo verso sx la saturazione viene diminuita, raggiungendo una condizione di desaturazione completa dell’immagine laddove si arrivi a fondo scala – ottenendo in tal modo in sostanza un bianco e nero (naturalmente, non si tratta di un sistema corretto per convertire un’immagine dal colore al bianco e nero; questa metodica verrà trattata nel dettaglio nei prossimi articoli)

Naturalmente, è opportuno che questi slider vengano usati in maniera oculata, evitando se possibile di arrivare a fondo scala –sia per i valori positivi che per quelli negativi– in quanto il loro potenziale “abuso” può risultare nella creazione di artefatti molto sgradevoli.

Vediamo nel video come utilizzarli

Emanuele Pizzi

Lombardo, precisamente nato a Lodi, una piccola città a pochi chilometri da Milano, fin da bambino mi risultano intuitivi il disegno e la manualità espressa nella dimensione artistica. Tale inclinazione rimane in me tuttavia a lungo latente, per risvegliarsi poi in maniera prorompente all'età di 30 anni, quando mi trasferisco a Roma, dove nel tempo la voglia di esprimere ciò che è chiuso nella mia testa mi porta ad allestire un piccolo laboratorio e mi spinge a sperimentare l'arte in una molteplicità di tecniche ed aspetti. Ben presto trovo nel legno un materiale che mi permette di traslare le idee racchiuse nella mente verso quella realtà fisica, concreta e solida, che è propria del legno. Parallelamente, dalla fotografia analogica passo a quella digitale, attraverso un approccio meticoloso ed attento verso la post produzione ed i suoi infiniti aspetti in virtù del quale riesco ad esprimermi liberamente grazie alle immagini catturate con la macchina fotografica. Da qualche tempo ho creato un mio canale youtube Ema PHOTOGRAPHY: https://www.youtube.com/channel/UCzl9j2DZgoSuXyE6zeQ6kDA dove metto a disposizione gratuitamente tramite dei video tutorial quello che so, anzi se siete agli inizi o se volete capire se il vostro flusso di lavoro (post produzione) è corretto vi consiglio di seguire il mio coso base sullo sviluppo digitale https://www.youtube.com/watch?v=ol7IelmH354&list=PLUEIyBCfxZN_EOx-jKOw17KtMr1xrjFyh

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