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Che cos’è la distanza iperfocale?

Gli appassionati di fotografia spesso si devono imbattere nel calcolo della distanza iperfocale, ci sono delle app che ci aiutano, ma prima dobbiamo capire di cosa stiamo parlando.

La distanza iperfocale. Cos’è?

Quando parliamo di distanza iperfocale stiamo di fatto dicendo che tutto ciò che si trova a metà di quella distanza fino all’infinito è a fuoco, o meglio, accettabilmente a fuoco; questo vuol dire che stiamo raggiungendo la massima profondità di campo per la nostra lente. Cerchiamo di spulciare meglio l’argomento ed usare come sempre un linguaggio più chiaro. 

Le variabili per il calcolo delle distanze per l’iperfocale.

Esistono tre variabili da tenere in considerazione:

L’ equazione che determina la distanza iperfocale (H) è la seguente:

Analizzando l’equazione abbiamo una serie di conseguenze:

  1. Più piccola sarà l’escursione focale più “risicato” sarà H, quindi la distanza focale sarà minore o meglio sarà più vicina. Questo semplicemente per sottolineare come il calcolo della distanza è fortemente influenzato dal tipo di obiettivo che montiamo sulla nostra macchina fotografica. Per esempio se usassimo un grandangolo, sfruttando questa tecnica, otterremo una profondità di campo molto accentuata con tantissimi oggetti a fuoco.
  2. Agendo sul diaframma, valori più alti permetteranno di avvicinare la distanza di iperfocale. Usando quindi diaframmi molto chiusi sarà possibile ottenere effetti totalmente diversi rispetto a scattare foto con diaframmi completamente aperti.
  3. Infine più ampio sarà il circolo di confusione, più vicino sarà l’iperfocale. In particolar modo questo valore dipende dalla grandezza del sensore che montiamo sulla macchina fotografica.

La grandezza del sensore conta.

In commercio esistono macchine fotografiche digitali con sensori di più misure, quindi se ti interessa approfondire l’argomento puoi leggere l’articolo sulla grandezza dei sensori in commercio. È naturale che dovremmo prendere in considerazione il fattore di crop ed ogni macchina fotografica ne ha uno diverso!

L’equazione cambierà radicalmente, infatti, inserendo la variabile Cf (crop factor), otteniamo questa:

Questo semplicemente per dire che il calcolo della distanza è influenzato dal fattore di crop, cioè a parità di lunghezza focale e di apertura del diaframma, la distanza che stiamo calcolando sarà più lontana di 1/fattore di crop.

Facciamo un calcolo rapido aiutandoci con il sito web DofMaster.comPrendiamo una Canon 5D Mark III con un 35 mm a f/8, la distanza iperfocale che ci viene fornita è circa 5 metri. Usiamo gli stessi dati di sopra, ma questa volta su una Canon 7D, la distanza ora risulta essere di circa 8 metri. Ecco come incide il fattore di crop.

iperfocale

Restando sempre sulla Canon 7D montando una lente con millimetraggio inferiore, ad esempio un 28 mm, il valore cambia completamente ed otteniamo circa 5 metri: ecco come risolvere il problema legato al fattore di crop. In realtà un altro metodo sarebbe quello di chiudere maggiormente il diaframma, ma si deve prestare attenzione al fenomeno della diffrazione che si manifesta a valori di f elevati!

Facciamo qualche esempio con immagini.

Nell’immagine si vede chiaramente come utilizzando una Nikon D750, un 35 mm ed f/8 come apertura di diaframma, la distanza calcolata è circa 5 metri. Si nota come nella foto gli oggetti siano completamente a fuoco dalla distanza iperfocale fino ad infinito.

La teoria sopra spiegata andrebbe accoppiata anche con il punto di messa a fuoco perchè variando quest’ultimo cambia anche l’area cosiddetta “in-focus”. L’iperfocale rimane la stessa, ma soprattutto in fotografia di paesaggio se mettiamo a fuoco uno specifico oggetto dobbiamo sapere come varia l’area di messa a fuoco.

Esistono moltissime app che possono aiutare il fotografo a trovare la distanza di iperfocale, ma non solo !

Focus Stacking.

Se con l’iperfocale non si riesce ad ottenere l’effetto desiderato, perchè ci troviamo con un soggetto troppo vicino alla fotocamera, possiamo provare a fare un focus stacking, cioè mettere assieme più immagini che ci permettono di ottenere un’ unica foto completamente a fuoco.

Emanuele Brilli

Mi chiamo Emanuele, sono appassionato al mondo della fotografia e della postproduzione. In questo blog voglio condividere il mio sapere con coloro che hanno curiosità e voglia di imparare qualcosa di nuovo.

4 commenti

  1. A me rimane ancora un po’ di confusione, in pratica dopo il calcolo fatto dal sito, dovrei posizionarmi alla distanza di iperfocale per avere tutto a fuoco?

    • Esattamente. Prendi ad esempio l’ultima foto; se metti a fuoco a 5,354 metri (che è la distanza di iperfocale), hai tutto a fuoco fino all’infinito. Inoltre hai a fuoco anche anche per 1/3 davanti a dove hai posizionato il tuo punto di messa a fuoco.

      Nella foto si nota bene: posizionando il tuo fuoco a 5,354 metri hai a fuoco da 2,677 metri (rispetto alla macchina fotografica) fino all’infinito.

      È un po’ complesso, lo so, per questo hanno inventato delle app per smartphone che aiutano.

      • A parte il fatto che a me molte app dicono cose leggermente diverse tra loro nonostante stessa lunghezza focale e diaframma…sarà per info sbagliate che hanno inserito come circolo di confusione della d7200, c’è chi più preciso e altri che mettono solo Nikon apsc quindi un po’ generico. Userò DoF master oppure se consigli un app che hai sperimentato e sai per certo che dice il vero. Al di là di ciò il problema è mettere a fuoco a quella distanza…nel senso come faccio a sapere dove si trovano i 5 metri..mi metto con il metro? Se non ho un soggetto in quella composizione ma è più verso l’orizzonte..posso mettere a fuoco a terra o comunque a delle foglie, erba o altro che trovo a terra? L’iperfocale lo preferisco al focus staking quando non ho tempo di fare la foto identica con cavalletto per poi unirla…diciamo in certo casi quando si è a giro è più pratico e veloce fare una foto di paesaggio con l’iperfocale.

        • Ciao Alfonso!
          Allora al di là del calcolo che comunque è differente da app ad app di pochissimo, varierà di qualche cm (sicuramente non di 2-3 metri), il problema del soggetto da mettere a fuoco è un po’ il cruccio di tutti. In genere quando si fa paesaggio, si cerca sempre di trovare un qualcosa da mettere a fuoco a circa metà scenario, dopodichè possiamo provare a trovare la distanza, un po’ a spanne… sicuramente non ci mettiamo col metro a misurare quanto è lontano quel soggetto (i 5 metri comunque sono indicativi di quell’esempio, possono essere anche 3-7-15 ecc). Se non hai un soggetto puoi mettere a fuoco sull’erba, o su una roccia, tanto la messa a fuoco lavora sui piani focali.

          Esatto l’iperfocale si preferisce al focus stacking quando si ha poco tempo, si vuol far veloce, ma SOPRATTUTTO, quando non abbiamo niente in primo piano che esca dall’area completamente a fuoco (cioè quel terzo circa di terreno tra la distanza iperfocale e la nostra macchina – nell’esempio da 2,677 metri a 5,354 metri).

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